Giugno ancora in crescita: +14,4%

parcoauto
Per il tredicesimo mese consecutivo il mercato italiano cresce in maniera netta, segnando un confortante +14,4% a giugno con 146.682 vetture immatricolate contro le 128.272 del 2014. Grazie a questo dato il primo semestre 2015 si chiude in crescita del 15,2% a quota 872.951 unità. Il Gruppo FCA rimane anche a giugno leader del mercato con 41.796 veicoli immatricolati, pari al 28,49% del mercato in crescita del 20,05%. Il marchio Fiat ha ottenuto un importante +20,66% mentre tutti gli altri brand sono rimasti sostanzialmente invariati. Il Gruppo Volkswagen insegue a quota 19.528 veicoli (+10,8% e quota del 13,31%), un dato ottenuto bilanciando la crescita di Audi (+16,92%) Volkswagen (+10,38%) e di Skoda (+37,78%) con il calo di Seat (-19,36%). Seguono nella classifica mensile il Gruppo PSA (+14,55%), il Gruppo Renault (-4,19%), Ford (+16,33%), il Gruppo GM (-1,27%), il Gruppo Hyundai (+21,41), il Gruppo Daimler (+21,41% con il ritorno di Smart a +66,25%), il Gruppo Toyota (+12,88%), il Gruppo BMW (+8,63%), il Gruppo Nissan (+22,61%) e il Gruppo Jaguar Land Rover che registra una crescita record del 72,94% pur se con numeri relativamente piccoli (2.032 unità totali). Osservando i dati di vendita delle Case costruttrici su base semestrale le forze in campo restano praticamente invariate con dati positivi per tutti i gruppi principali: l’incremento maggiore nel periodo è quello del Gruppo Nissan (+23,82%) mentre rimane imbattibile la crescita esponenziale del marchio Jeep (+269,46%) grazie anche e soprattutto alla introduzione della Renegade e della nuova Cherokee. parcoauto

BMW Serie 1 – Molto più di un restyling

news-sample-3
RIVISATAZIONE PROFONDA – Il solito restyling di metà carriera? Sì, ma questa volta non siamo di fronte ai soliti lievi ritocchi a paraurti e fari. I tecnici di Monaco sono intervenuti con più in profondità sull’edizione 2015 della BMW Serie 1, che è il modello d’ingresso alla gamma BMW. Una vettura, scelta da quasi due milioni di clienti in dieci anni di carriera. UN LATO B TUTTO NUOVO – Se le proporzioni della BMW Serie 1 restano immutate (con cofano lungo, abitacolo arretrato e sbalzi corti), la sezione frontale e quella di coda cambiano completamente. Sono stati ridisegnati la doppia mascherina BMW, più grande e con cornice modellata, i doppi proiettori circolari (l’elemento più discutibile della 1 originale) che a richiesta possono essere completamente a Led, e i fanali posteriori, ora ad andamento orizzontale nella tipica forma a L del marchio (anch’essi a Led). Piccole novità anche per l’abitacolo, aggiornato con nuovi rivestimenti dei sedili e inedite finiture dei comandi nella zona della consolle centrale. Quattro le linee di allestimento: Advantage, Sport Line, Urban Line e M Sport. Di serie, su tutti i modelli, il climatizzatore automatico e il sistema multimediale controllato dal rotore iDrive con dispaly a colori da 6,5 pollici (a richiesta da 8,8 pollici). TRE, IL NUMERO PERFETTO – La rinnovata BMW Serie 1 porta all’esordio la nuova famiglia di motori BMW a tre e quattro cilindri. Dieci le unità disponibili, tutte turbo, equamente suddivise tra benzina e diesel. La versione 116i è equipaggiata con il 1.5 tre cilindri da 109 CV e 180 Nm di coppia, la 118i e la 120i adottano un quattro cilindri 1.6 rispettivamente da 136 e 177 CV mentre la 125i è spinta dal 2.0 da 218 CV e 310 Nm. Il 3.0 sei cilindri in linea della M135i, versione di punta riconoscibile per lo specifico pacchetto aerodinamico, raggiunge un picco di 326 CV e 450 Nm. La gamma diesel, quasi interamente rinnovata, include il tre cilindri 1.5 della 116d da 116 CV e 270 Nm (anche in versione EfficientDynamics con consumi ridotti) e il nuovo quattro cilindri 2.0 offerto in tre livelli di potenza: 150 CV per la 118d, 190 CV per la 120d e 224 CV per la 225d. Il cambio è un manuale a sei marce o lo Steptronic a otto rapporti (di serie per 125d, 120d xDrive e M135i xDrive). COMFORT E INTRATTENIMENTO – La lista dei sistemi di assistenza alla guida e delle soluzioni di intrattenimento della BMW Serie 1 si arricchisce di nuove funzionalità. Sono disponibili il Park Assistant con assistenza al parcheggio trasversale o in parallelo, l’Active Cruse Control con funzione stop&go (mantiene la distanza di sicurezza dal veicolo che precede) e inediti servizi su base internet (grazie ad una scheda Sim integrata) come le informazione sul traffico in tempo reale, le web radio e l’aggiornamento dei dati di navigazione.(da alvolante.it)

Jeep 2014, anno record in Europa: +70%

news-sample-2
Il 2014 è stato un anno da incorniciare per la Jeep: le immatricolazioni sono aumentate del 69,6% nel Vecchio Continente (Europa a 28 + Efta) rispetto al 2013 per un totale di 41.378 vetture. Solo a dicembre sono state vendute 6.603 auto con un balzo in avanti addirittura del 189,7%, oltre a far segnare il 14° mese consecutivo con il segno più. Anche nell’Area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) il marchio ha fatto registrare un incremento dei volumi del 42% anno su anno. Le top seller. Per quanto riguarda i singoli modelli, a spingere le vendite è stato l’aumento della domanda dell’ammiraglia Grand Cherokee costantemente nelle prime posizioni di vendita nella relativa categoria, sia a livello europeo sia nei singoli Paesi, tra i quali la Germania e l’Italia. Sul mercato dallo scorso marzo, la nuova Cherokee ha fatto registrare i volumi più elevati 2008 a oggi e ha consentito di raddoppiare le vendite del marchio in questo segmento. Positiva anche la richiesta della Renegade, l’ultima nata della famiglia, in vendita da ottobre. (da quattroruote.it)

Mercedes C: Cattiveria tanta, rumore un pò

news-sample-1
Basata sull’ultima edizione della Mercedes Classe C, la nuova C 63 AMG è chiamata a rinverdire il successo dell’omonima versione precedente che, con 40mila unità prodotte, è la AMG più venduta di sempre. La formula rimane sempre la stessa, quella della berlina (alla quale, questa volta, si aggiunge però anche la wagon) con prestazioni da GT: a cambiare radicalmente, in questa nuova edizione della C 63 AMG, è invece il motore. Il precedente 6.2 V8 aspirato (con potenze comprese fra 457 e 507 CV) ha lasciato il posto a un inedito 4.0 V8 biturbo: sviluppa 476 o 510 CV e, per ridurre gli ingombri, ha i compressori all’interno della V formata delle due bancate. Dal punto di vista estetico, la C 63 AMG si riconosce dalle altre per l’aspetto più muscoloso assicurato dai parafanghi anteriori (in alluminio) più larghi 14 mm e dai paraurti specifici. La Mercedes C 63 AMG è disponibile in versione “normale”, con 476 CV, e S (quella del test) da 510: entrambe sono disponibili con carrozzeria berlina (81.700 e 91.90 euro rispettivamente) o wagon (83.410 e 92.800 euro). I prezzi sono più alti di quelli delle rivali (la BMW, M3 con 431 CV, si “ferma” a 77.350 euro) e includono il cambio automatico a sette marce, un sofisticato impianto multimediale con navigatore, le sospensioni “intelligenti” e il differenziale posteriore autobloccante (a controllo elettronico nella S). Ruote in lega di 18” per la C 63 AMG “normale” e di 19” per la S. Fra gli optional, le finiture interne in fibra di carbonio (1.098 euro), i sedili in pelle nappa (da 3.050 euro), i freni carboceramici (5.124 euro, solo per la S) e il grintoso impianto di scarico Performance AMG (1.220 euro) che, grazie a tre farfalle nei condotti, permette al guidatore di variarne la sonorità premendo un tasto fra i sedili. Rifinito di tutto punto, l’abitacolo della Mercedes C 63 AMG S trasmette una sensazione di lusso e spicca per alcuni dettagli “tecnologici” come il grande schermo (8,4”) tipo tablet in cima alla consolle e il “mouse” fra i sedili per comandare (s’impara abbastanza in fretta) i servizi di bordo. La leva del cambio automatico nel piantone dello sterzo è poco sportiva, a differenza delle levette d’alluminio dietro la corona del volante per selezionare manualmente le sette marce. Fra i sedili ci sono il manettino (poco visibile) per cambiare su quattro impostazioni (cinque nella S) la risposta dell’auto e i tasti per variare singolarmente quella del cambio automatico e delle sospensioni. E non manca il comando per escludere del tutto o in parte l’Esp. Per quanto riguarda lo spazio, non è male: quattro adulti viaggiano abbastanza bene. Resta la collocazione discutibile di alcuni comandi, come il pulsante per attivare il freno di stazionamento a sinistra del volante (non è raggiungibile dagli altri passeggeri) e le tre levette a sinistra del piantone, rispettivamente per l’attivazione degli indicatori di direzione, del cruise control e della regolazione elettrica del volante: sono nascoste e si confondono facilmente. Basta un dato per capire che di quale pasta sia fatta la Mercedes C 63 AMG S: la corposa coppia massima di 700 Nm ad appena 1750 giri. Il che significa disporre di rapide riprese a qualunque regime, anche con le modalità di guida più “tranquille” inserite. Gli otto cilindri non sono scorbutici ma spingono con fluidità e, premendo il tasto fra i sedili o selezionando le impostazioni più sportive, si viene accompagnati dal latrato selvaggio del motore (l’auto del test era dotata di scarico Performance AMG). Bastano pochi attimi per toccare velocità ben oltre quelle permesse dal codice: ma, anche a 130 km/h, nell’abitacolo sono ben avvertibili il fruscio prodotto dagli specchietti retrovisori e il rumore prodotto dal rotolamento sull’asfalto dei larghi pneumatici di 19”. Ciononostante, il comfort è buono per una belva da 510 cavalli, grazie al valido lavoro svolto dalle sospensioni “intelligenti”. Viaggiando a un ritmo “allegro” i consumi, naturalmente, non sono bassi: erano circa 7 i km/l indicati dal computer di bordo a fine test. Per sfruttare appieno e in sicurezza le notevoli potenzialità della Mercedes C 63 AMG S, occorre andare in pista. Qui, impostate le modalità più sportive, la funzione manuale per il cambio e premuto il tasto per rendere più “permissivo” l’Esp (lascia ampio margine al guidatore nel controllo del mezzo), c’è davvero da divertirsi. Nonostante il differenziale posteriore autobloccante, non è difficile esibirsi in sovrasterzi di potenza che la bontà dell’assetto e la prontezza dello sterzo (non troppo pesante, ma nemmeno leggero) consentono di recuperare piuttosto agevolmente. Del resto, più che un’affilata sportiva, questa macchina è fatta per “giocare a domare la belva”, con una guida più “sporca”. Comunque, volendo “pennellare” le traiettorie nelle curve, la Mercedes C 63 AMG S vanta una precisione di guida superiore rispetto a quelle delle precedenti edizioni. Migliorato anche il cambio automatico, piuttosto rapido ma sempre morbido nell’inserire le sette marce.(da alvolante.it)