Mercedes C: Cattiveria tanta, rumore un pò

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Basata sull’ultima edizione della Mercedes Classe C, la nuova C 63 AMG è chiamata a rinverdire il successo dell’omonima versione precedente che, con 40mila unità prodotte, è la AMG più venduta di sempre. La formula rimane sempre la stessa, quella della berlina (alla quale, questa volta, si aggiunge però anche la wagon) con prestazioni da GT: a cambiare radicalmente, in questa nuova edizione della C 63 AMG, è invece il motore. Il precedente 6.2 V8 aspirato (con potenze comprese fra 457 e 507 CV) ha lasciato il posto a un inedito 4.0 V8 biturbo: sviluppa 476 o 510 CV e, per ridurre gli ingombri, ha i compressori all’interno della V formata delle due bancate. Dal punto di vista estetico, la C 63 AMG si riconosce dalle altre per l’aspetto più muscoloso assicurato dai parafanghi anteriori (in alluminio) più larghi 14 mm e dai paraurti specifici. La Mercedes C 63 AMG è disponibile in versione “normale”, con 476 CV, e S (quella del test) da 510: entrambe sono disponibili con carrozzeria berlina (81.700 e 91.90 euro rispettivamente) o wagon (83.410 e 92.800 euro). I prezzi sono più alti di quelli delle rivali (la BMW, M3 con 431 CV, si “ferma” a 77.350 euro) e includono il cambio automatico a sette marce, un sofisticato impianto multimediale con navigatore, le sospensioni “intelligenti” e il differenziale posteriore autobloccante (a controllo elettronico nella S). Ruote in lega di 18” per la C 63 AMG “normale” e di 19” per la S. Fra gli optional, le finiture interne in fibra di carbonio (1.098 euro), i sedili in pelle nappa (da 3.050 euro), i freni carboceramici (5.124 euro, solo per la S) e il grintoso impianto di scarico Performance AMG (1.220 euro) che, grazie a tre farfalle nei condotti, permette al guidatore di variarne la sonorità premendo un tasto fra i sedili. Rifinito di tutto punto, l’abitacolo della Mercedes C 63 AMG S trasmette una sensazione di lusso e spicca per alcuni dettagli “tecnologici” come il grande schermo (8,4”) tipo tablet in cima alla consolle e il “mouse” fra i sedili per comandare (s’impara abbastanza in fretta) i servizi di bordo. La leva del cambio automatico nel piantone dello sterzo è poco sportiva, a differenza delle levette d’alluminio dietro la corona del volante per selezionare manualmente le sette marce. Fra i sedili ci sono il manettino (poco visibile) per cambiare su quattro impostazioni (cinque nella S) la risposta dell’auto e i tasti per variare singolarmente quella del cambio automatico e delle sospensioni. E non manca il comando per escludere del tutto o in parte l’Esp. Per quanto riguarda lo spazio, non è male: quattro adulti viaggiano abbastanza bene. Resta la collocazione discutibile di alcuni comandi, come il pulsante per attivare il freno di stazionamento a sinistra del volante (non è raggiungibile dagli altri passeggeri) e le tre levette a sinistra del piantone, rispettivamente per l’attivazione degli indicatori di direzione, del cruise control e della regolazione elettrica del volante: sono nascoste e si confondono facilmente. Basta un dato per capire che di quale pasta sia fatta la Mercedes C 63 AMG S: la corposa coppia massima di 700 Nm ad appena 1750 giri. Il che significa disporre di rapide riprese a qualunque regime, anche con le modalità di guida più “tranquille” inserite. Gli otto cilindri non sono scorbutici ma spingono con fluidità e, premendo il tasto fra i sedili o selezionando le impostazioni più sportive, si viene accompagnati dal latrato selvaggio del motore (l’auto del test era dotata di scarico Performance AMG). Bastano pochi attimi per toccare velocità ben oltre quelle permesse dal codice: ma, anche a 130 km/h, nell’abitacolo sono ben avvertibili il fruscio prodotto dagli specchietti retrovisori e il rumore prodotto dal rotolamento sull’asfalto dei larghi pneumatici di 19”. Ciononostante, il comfort è buono per una belva da 510 cavalli, grazie al valido lavoro svolto dalle sospensioni “intelligenti”. Viaggiando a un ritmo “allegro” i consumi, naturalmente, non sono bassi: erano circa 7 i km/l indicati dal computer di bordo a fine test. Per sfruttare appieno e in sicurezza le notevoli potenzialità della Mercedes C 63 AMG S, occorre andare in pista. Qui, impostate le modalità più sportive, la funzione manuale per il cambio e premuto il tasto per rendere più “permissivo” l’Esp (lascia ampio margine al guidatore nel controllo del mezzo), c’è davvero da divertirsi. Nonostante il differenziale posteriore autobloccante, non è difficile esibirsi in sovrasterzi di potenza che la bontà dell’assetto e la prontezza dello sterzo (non troppo pesante, ma nemmeno leggero) consentono di recuperare piuttosto agevolmente. Del resto, più che un’affilata sportiva, questa macchina è fatta per “giocare a domare la belva”, con una guida più “sporca”. Comunque, volendo “pennellare” le traiettorie nelle curve, la Mercedes C 63 AMG S vanta una precisione di guida superiore rispetto a quelle delle precedenti edizioni. Migliorato anche il cambio automatico, piuttosto rapido ma sempre morbido nell’inserire le sette marce.(da alvolante.it)